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mercoledì, Maggio 12, 2021
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Moda sostenibile e come combattere le ondate del fast fashion

In un mondo così frenetico e inarrestabile come quello del XXI secolo, per restare al passo con i tempi tutti i settori della società e dell’economia lavorano sempre più, alla ricerca di nuovi metodi con cui soddisfare il pubblico e vincere le sue attenzioni. Fra tutte queste, anche il settore della moda non è assente da questo discorso sociale. Infatti, negli ultimi decenni, la moda è diventata sempre più presente nella vita di ogni giorno della gente, diventando uno dei settori più proficui in moltissimi stati come l’Italia. Un emblema di tale fenomeno è il fast fashion, con delle catene internazionali che a poco prezzo offrono ai clienti grandi quantità di vestiti. Sappiamo però che quest’ondata provoca anche molti effetti negativi, fra cui l’inquinamento naturale e lo sfruttamento dei lavoratori nei paesi meno sviluppati. Perciò, negli ultimi anni, è nata una nuova controtendenza, per combattere questi soprusi, ovvero quella della moda sostenibile.

Questo termine viene utilizzato per indicare un ampio spettro di concetti, che va dalla ricerca di metodi più ecosostenibili per fabbricare e compare vestiti, dalla consapevolezza del cliente verso ciò che compra e il messaggio che vi passa anche dietro una semplice maglietta di cotone. Ad esempio, le persone che seguono questo modello di pensiero tendono a cercare di acquistare prodotti in attività più piccole, spesso negozi locali, in cui può essere certificata la produzione dei prodotti in maniera ecosostenibile e coscienziosa. Altre persone invece, tentano di tagliare il cordone ombelicale con la creazione di nuovi abiti e si rivolge quasi esclusivamente ai negozi e ai mercati dell’usato. Riguardo ciò, spopolano molto fra i giovani anche le app di vendita dell’usato, in cui con pochi passi, le persone possono vendere o comprare vestiti quasi nuovi a poco prezzo, parlando direttamente con il proprietario dello shop.

Questo movimento ha anche influenzato positivamente i produttori della moda, su diversa scala. Alcune piccole firme hanno creato delle linee di vestiti esclusive in cui utilizzano come materia prima gli scarti di tessuto delle grandi filiere internazionali della moda. In questo modo, si può ideare qualcosa di nuovo e speciale, tagliando nettamente i rifiuti che l’industria può creare. L’obiettivo di questa campagna di sensibilizzazione sociale si prefigge non tanto come il cambiamento dell’intera industria della moda, bensì come un cambio di coscienza da parte del consumatore e del produttore, per regalarci un futuro migliore.

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