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Sonno bifasico: cosa è e come funziona

Negli ultimi secoli la nostra vita quotidiana è diventata sempre più attiva e frenetica, chiedendoci sempre più tempo e disponibilità, pretendendo dalla nostra vita sempre più attenzioni e forze, sia fisiche che mentali. Questa incessante necessità di essere sempre pronti e attivi ci può molto spesso stressare, in quanto siamo solo esseri umani e abbiamo bisogno di tempo anche per altre nostre necessità, quali mangiare e dormire. In aiuto a queste richieste, col tempo sono nate delle tecniche particolari che aiutano nella gestione del sonno o più generalmente nel risparmio delle energie. Una di queste tecniche, che ha aiutato l’organizzazione temporale della giornata di tantissime persone, è il sonno bifasico.

In particolare, il sonno bifasico viene definito come sonno bimodale, segmentato e difasico. Questo termine viene utilizzato per indicare quella modalità di sonno che non viene strutturato come è solito in questi anni, ovvero in un’unica sessione di otto ore circa, bensì in due fasi diverse nel corso della giornata, costituite circa da quattro ore ciascuna. Questo comporterebbe un’alternanza diversa delle ore di veglia e sonno nella propria giornata, in cui, ad esempio, si dormirebbe soltanto per alcune ore durante la notte, per poi completare il ciclo di sonno nel mezzo della giornata, terminando le ore necessarie di riposo.

Nonostante la divisione precedentemente effettuata, in realtà il sonno bifasico può essere suddiviso in qualsiasi modo si desidera, in quanto non impone un preciso metodo di separazione delle ore. Ad esempio, viene definita parte del sonno bifasico anche la suddivisione del sonno in una sessione di cinque o sei ore durante la notte e una sessione pomeridiana di due ore circa, con il noto ‘sonnellino pomeridiano’. Nonostante il termine possa sembrare ostico, è in realtà un tipo di sonno che è molto utilizzato in alcuni paesi del mondo, come l’Italia, al spagna o la Grecia. In realtà, sempre secondo gli studiosi, nel passato è sempre stato utilizzato il sonno bifasico e solo recentemente, si è stabilita la convinzione di dover dormire in un’unica fase di otto ore circa.

Così come per ogni situazione, il sonno bifasico può portare con sé sia vantaggi che svantaggi. Ad esempio, uno dei vantaggi migliori del sonno bifasico è la possibilità di ottimizzare le ore di sonno durante le ventiquattro ore, in modo tale da rendere migliore la qualità del sonno e di conseguenza aumentare le capacità di concentrazione, in generale più forze fisiche e mentali. Però, bisogna tenere in considerazione alcuni svantaggi, come l’iniziale insofferenza ad equilibrare le ore di sonno, a causa del ritmo diverso in cui la società è strutturata, ad esempio con l’inquinamento luminoso o le ore di lavoro a disposizione.

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