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La lotta di Tik Tok al cyberbullismo: sono misure efficaci?

I social hanno stravolto le nostre vite in tanti modi, non sempre positivi. Il bullismo, per citare uno degli aspetti più controversi, ha raggiunto livelli che una generazione fa erano inimmaginabili. Il fenomeno è diventato talmente grave e diffuso che ben presto le piattaforme di social stesse hanno scelto di farci i conti e cercare di arginarlo.

TikTok è uno dei social più recenti in circolazione e anche uno di quelli più utilizzati dai giovani: è stato protagonista di ben numerose polemiche per una politica contro il cyberbullismo non abbastanza rigida. Dopo alcuni episodi molto spiacevoli, tuttavia, il social cinese ha deciso di intervenire.

Le misure contro il cyberbullismo di TikTok

Col tempo TikTok ha adottato alcune misure per tentare di combattere il cyberbullismo. La prima è stata il limite sulla età. TikTok è tutt’ora il social preferito dei più giovani compresi i bambini, ma – da qualche tempo – l’app rientra nella categoria “+12” degli vari app o play store. Gli utenti che creano il proprio account devono, quindi, avere minimo 13. Questa mossa dovrebbe proteggere i bambini che spesso usano i social in maniera completamente ingenua, ignari delle conseguenze, diventando vittime di bullismo o bulli senza averne consapevolezza.

Con ulteriore misure, poi, TikTok ha affidato maggiori responsabilità sia agli utenti che ai content creator.

Da una parte, infatti, gli utenti adesso possono segnalare agli amministratori del sito i contenuti che ritengono inappropriati. Fatto questo, tuttavia, un intervento di controllo da parte degli “amministratori del sito” deve comunque essere garantito.

Dall’altra, i content creator hanno maggiori possibilità di controllo sulle community che gli nascono attorno. Per esempio, hanno già la possibilità di bloccare commenti e utenti offensivi. Questa pratica è incoraggiata e resa più facile grazie a una nuova feature che consente di selezionare fino a 100 commenti e poterli eliminare.

Con queste misure, TikTok conta sulla responsabilità di controllo da parte dei propri content creator: dovrebbe essere volontà di ognuno quella di alimentare community positive, educate e rispettose e arginare il fenomeno del cyberbullismo.

Le controversie

Nonostante gli interventi di TikTok, in molti ritengono che gli interventi della piattaforma – come quelli di altri social – non siano sufficienti.

Il limite di età, per esempio, può essere facilmente aggirato da qualsiasi bambino, a meno che non ci sia un controllo preciso da parte dei genitori.

La possibilità di segnalare e bloccare contenuti fa troppo affidamento sulle responsabilità dei singoli utenti. Se il cyberbullismo esiste ed è tanto diffuso, significa che almeno una percentuale di utenti non sarà mai interessata ad arginarlo.

Ma l’aspetto che ha fatto più parlare è stato quello che riguarda un’altra limitazione di TikTok, quella che riguarda le “immagini raffiguranti un soggetto  altamente vulnerabile di cyberbullismo”. Quando un video è classificato così, TikTok ne limita la visualizzazione per gli altri utenti, ovvero, fa in modo che non sia visto da tante persone. L’intenzione è quella di proteggere la persona dagli eventuali commenti negativi e offensivi, ma la conseguenza è stata che tanti contenuti assolutamente innocui ma creati da persone obese, queer, o con disabilità siano stati limitati dalla piattaforma. E’ la scelta giusta limitare la libertà di espressione delle vittime, anche se l’intenzione è quella di proteggerle?

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