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Hamilton vs Schumacher – Alla ricerca del migliore

Nel momento in cui si mettono a confronto dei colossi del motorsport come Lewis Hamilton e Michael Schumacher si rimane spesso senza parole in quanto i termini di paragone non tiene spesso conto di fattori chiave come il veicolo, avversari e periodo storico.

In pista i due hanno avuto modo di confrontarsi solo dal 2010 al 2012, quando ormai il campione tedesco era logorato dell’età e dal lungo stop (2007-2009) e chi pensa il contrario riguardi il confronto con Nico Rosberg:

AnnoSchumacherRosberg
201072142
20117689
20124993

Nonostante la figura di Rosberg sia molto sottovalutata all’interno del mondo della Formula 1, egli è riuscito a battere il proprio compagno di squadra sia che il suo nome fosse Schumacher, sia Hamilton. Questo è l’unico punto in comune che hanno i due piloti, Rosberg. Potremmo soffermarci anche sui sette titoli, tuttavia, i numeri sono per gli amanti della statistica e non dei puristi del motorsport.

Un altro punto fondamentale per i due sono i rispettivi scudieri, Barrichello per Schumacher, Bottas per Hamilton. Il confronto fra il duo Barrichello-Bottas vedrebbe, in termini di velocità e talento, in vantaggio il finlandese.

Barrichello ha sempre designato la figura del brutto anatroccolo della Formula 1, sempre ingarbugliato e se pur un ottimo pilota, ha sempre figurato come secondo, uscendone sconfitto anche a parità di guida (Honda e Brawn).

Il ricordo più emozionante che ho di lui è il Gran Premio della Cina del 2004 (Circuito di Shanghai). La F2004 avevo concesso agli avversari solo 2 vittorie nelle prime 15 tappe del campionato, Monaco a Jarno Trulli e Belgio a Kimi Raikkonen. La vittoria di Shanghai, alla sua prima edizione, andò nelle mani di Rubens Barrichello, gran premio in cui l’ingarbugliato era Schumacher al posto suo.

Valtteri Bottas, contrariamente, è riuscito a raccogliere di più, ha messo in difficoltà Lewis molte più volte rispetto al brasiliano ma la sua figura era ed è tutt’ora molto definita all’interno del team: stalliere del campione inglese. Come poter dimenticare “Valtteri, it’s james”, frase che ha dovuto ascoltare innumerevoli volte nel corso della sua permanenza in Mercedes.

Mercedes, Ferrari un binomio di auto che imbattibili nella mani di due tra i migliori piloti della storia della Formula 1. Sia Hamilton che Schumacher avrebbero potuto vincere di più se non fosse stato per i loro errori.

L’episodio più clamoroso di Schumacher a riguardo ciò è lo scontro con Villeneuve a Jerez, ultima gara del campionato 1997, la classifica vede Schumacher con un punto di vantaggio su Villeneuve. Jacques tenta il sorpasso all’esterno di Schumacher, il tedesco allarga la traiettoria tentando di difendersi e colpisce il canadese. Il pilota della Williams se la cava con qualche danno che consentirà comunque di terminare la gara lasciando spazio alle McLaren di Hakkinen e Coulthard solo nel finale concludendo la corsa comunque al terzo posto, mentre il pilota della Ferrari sarà insabbiato e quindi la sua gara terminerà lì e il mondiale andrà nelle mani di Villeneuve .

Hamilton, invece, sarebbe potuto entrare nella storia della Formula 1 come il primo pilota a vincere il campionato piloti al suo anno d’esordio nel 2007. Poi l’incubo, partendo dal Gran Premio della Cina (penultima gara del campionato). La gara inizia sul bagnato ma nel corso del tempo va man mano asciugandosi aumentando notevolmente il consumo delle gomme. Lewis al 31° giro imbocca la corsia dei box per effettuare il cambio gomme ma non riesce a controllare la propria vettura che finisce sulla ghia non potendo riprendere più la corsa.

L’ultima gara del 2007, in Brasile, Hamilton ha 7 lunghezze di vantaggio su Raikkonen e partono rispettivamente 2° e 3°, nei primi giri l’inglese viene sorpassato da Raikkonen e Alonso. Preso dalla furia prova a recuperare ma nel tentativo di soprasso finisce lungo in curva 4 e rientra in pista all’8° posto. Termina al settimo posto e Raikkonen 1°, portando a Maranello il mondiale piloti di solo una sola lunghezza.

Ci sono atteggiamenti in pista di questi due piloti che non consentono di far apprezzare il loro vero talento. Schumacher mischiava la furbizia con la cattiveria, cattiveria eccessiva per il mondo del motorsport mi viene in mente Ungheria 2010, Barrichello che tenta il sorpasso sul rettilineo e Schumacher che chiude violentemente la traiettoria schiacciando il suo ex compagno di squadra verso il muro. Barrichello, che chiede la bandiera nera (squalifica dalla gara) per il tedesco. Ho ancora i brividi ripensando a quel momento.

Hamilton pensando di sorprendere i propri avversari si lamenta costantemente all’interno del proprio abitacolo “Le gomme sono andate”, “Inizio a sentire vibrazioni”, “Non riesco a tenere il passo” e puntualmente qualche giro o il giro stesso tira fuori giri record (fucsia). Alle lunghe un atteggiamento del genere ha infastidito alcuni dei suoi sostenitori, incluso me.

La scena che mi rimarrà perennemente in testa di Michael è il ritorno di Schumacher a Monza alla guida della Mercedes, quando è stato accolto dai fischi dei tifosi che fino a una manciata di anni prima lo osannavano come se fosse un Dio. La consapevolezza di un talento, l’attaccamento ad un pilota ed il riconoscimento sono valori che porti dentro aldilà dei colori della tuta del pilota.

Un altro punto in comune è la fame nonostante l’età. Il tedesco è uscito di scena all’età di 37 anni, salvo per tornare a 41 e salutare definitivamente il circuit a 43 anni. Nonostante l’età, mettersi in gioco ai livelli della Formula 1 non è semplice, soprattutto se sei un sette volte campione del mondo. Ci si aspettava di più al suo ritorno? Forse. Poteva fare di più? Dubito.

L’età per chi pratica sport, raggiunti all’incirca i 33/34 anni, è inversamente proporzionale alle prestazioni a prescindere da quale livello tu abbia mai potuto raggiungere. Un podio, una vittoria, un titolo, sette titoli.

Hamilton attualmente ha compiuto 36 anni, e ha recentemente firmato un contratto fino al 2023 quindi se in tal caso decidesse di non rinnovare si fermerebbe a 38. Secondo la mia opinione, Hamilton, non tenterà di portare avanti la sua carriera e successivamente chiuderla in un team minore come Raikkonen. Vorrà uscire di scena come un vincente non come uno sconfitto, anche se la competizione per vincere nei prossimi due anni sarà veramente elevata.

Hamilton come Schumacher? Hamilton meglio di Schumacher? Schumacher meglio di Hamilton? Il livello delle monoposto che hanno pilotato nel corso dei loro migliori anni offusca la vista. I raccolti di Hamilton (maggiori rispetto a quelli di Schumacher), la sua correttezza in pista, la sua costanza di risultati e l’immagine che ha reso lui, a mio modesto parare, migliore di Schumacher.

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