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Introduzione al Javascript

Javascript è oggi uno dei linguaggi di programmazione più utilizzati. Col tempo, sono nate librerie e framework a supporto di questo linguaggio che ne ha ampliato e semplificato le modalità di utilizzo; anche grazie a questi sviluppi, Javascript è diventato così diffuso che lo diamo quasi per scontato. La sua storia, invece, comincia da – relativamente – lontano. Da dove?

Qual è la storia di Javascript?

Il linguaggio di programmazione Javascript (prima Mocha, poi LiveScript, e infine Javascript) è stato ideato da Brendan Eich, un programmatore che lavorava in Netscape, una compagnia di servizi informatici che aveva lanciato l’omonimo browser, il primo web browser grafico della storia.

In un’epoca di connessioni a consumo e molto, molto, lente (si navigava a 28.8 kbps, ovvero meno di un terzo della velocità della peggiore connessione ADSL che possiamo avere oggi!), caricare una pagina poteva essere molto dispendioso (in termini di tempo e denaro). C’era quindi bisogno di un modo di evitare inutili rimbalzi tra parte cliente e parte server. Javascript nacque come soluzione a questo problema.

Questo linguaggio di programmazione permetteva infatti alle pagine HTML di essere modificate in modo dinamico, ovvero in base all’interazione che l’utente aveva con il browser e senza coinvolgere il server. Dall’accoppiata Javascript e HTML, negli anni ‘90 nacque proprio DHTML, Dynamic HTML.

Nel 1997 la ECMA International, un organismo di standardizzazione industriale, definisce lo standard ECMA-262 che sarebbe diventato un punto di riferimento non solo per Javascript, ma anche per altri linguaggi di programmazione.

E’ in questo periodo che nascono moltissimi concorrenti di Javascript – quali ActiveX o Flash – che se da una parte permettevano effetti grafici e funzionalità migliori rispetto a Javascript, avevano alcuni svantaggi; per esempio, ActiveX girava solo su uno specifico browser.

Per alcuni anni, tuttavia, fu Flash – una tecnologia sviluppata da Macromedia e poi acquisita da Adobe – a sbaragliare tutta la concorrenza favorita dalla semplicità di utilizzo e dalla guerra dei browser che durò per tutti gli anni ‘90 e i primi 2000 e culminò con l’adesione agli standard W3C.

Oggi, però, sentiamo parlare di Javascript e non di Flash. Perchè? COsa è successo nel frattempo? Sono successe alcune cose:

  • L’introduzione della tecnologia Ajax con la possibilità che mette a disposizione di comunicare in maniera asincrona con il server;
  • Il bisogno di bypassare le differenze tra browser e fare quindi riferimento a un linguaggio trasversale che consentisse una programmazione più rapida;
  • L’avvento di HTML 4 e 5, ovvero una completa evoluzione e rivoluzione di quel semplice linguaggio ipertestuale che era HTML, e che – oggi – supporta contenuti multimediali e consente l’interazione con essi.
  • L’evoluzione di Javascript stesso: oggi, questo linguaggio non è più solo utilizzato all’interno dei browser, non è più solo il “ponte” tra l’utente e l’HTML; Javascript si può utilizzare anche al di fuori dei web browser, per creare applicazioni mobile o desktop.

Non si può mettere un punto alla storia di Javascript perché la sua evoluzione è ancora in corso. Proprio quest’anno sono stati introdotti nuovi operatori logici, metodi, e altre caratteristiche che rendono JavaScript ancora più versatile per i programmatori. La costante in tutta la storia di Javascript è stata invece la semplicità: ancora oggi è uno dei primi linguaggi insegnati ai principianti, e quello che trova maggiori applicazioni anche da parte degli esperti.

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