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martedì, Maggio 11, 2021
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Cos’è e come fare un Vlog

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Se siete abituati ad usare la tecnologia è abbastanza probabile che siate giovani e che passiate molto tempo sui social e se passate molto tempo sui social avrete sicuramente sentito la parola Vlog.

Per rispondere alla domanda “cos’è un Vlog?” potremmo dire che lo dice la parola stessa, di fatto Vlog è l’abbreviazione delle parole video-blog.

Cos’è un blog è abbastanza facile rispondere, è semplicemente un angolo di internet nella quale un utente (il blogger) proprietario del blog decide di esprimere la sua opinione o i suoi pensieri personali scrivendoli e altri utenti possono leggere ciò che il blogger scrive, in certi casi potendo anche commentare.

Il Vlog si tratta di fare quello che si faceva prima con il blog ma tramite video.

Caratteristiche dei Vlog

Il Vlog può essere visto in qualsiasi momento grazie agli smartphone.

La differenza con i blog è che mentre leggere quello che scrive una persona è un’azione “attiva” e richiede il suo tempo, guardare un video per quanto lungo sia consiste in un azione “passiva” quindi meno faticoso, oltre questo il fatto che si usino video per parlare di ciò che si vuole affrontare, porta ad esprimere con più immediatezza i concetti e un impatto visivo si dimostra sicuramente più efficace.

Di fatto parlando, con i gesti, le espressioni o il semplice tono di voce puoi far esprimere meglio ciò che senti o far intendere meglio ciò di cui vuoi parlare, se non addirittura poter parlare di argomenti che con un blog non potevi affrontare.

Come fare un Vlog?

Per quanto possa sembrare, fare dei Vlog non è più facile rispetto a fare dei Blog, per cominciare un Vlog che si rispetti deve avere una regolarità, un appuntamento fisso da cui i fan possano aspettarsi con certezza dei contenuti.

Oltre alla fase di ripresa video, c’è anche la fase di montaggio, dove è necessario (se non si vuole pagare un persona apposita) saper usare un minimo qualche programma di montaggio video, in certi casi alcuni vlogger registrano l’audio con un microfono esterno (in genere migliore di quello della telecamera con cui riprendono) e così facendo oltre al montaggio delle immagini c’è anche il montaggio audio.

Oppure ancora comprare un tipo di lampada per poter avere l’illuminazione migliore.

La qualità grafica del video dev’essere di buona qualità perché un video con una risoluzione scarsa, stanca e allontana il potenziale visitatore che trova per caso il tuo contenuto.

Ci sono comunque delle eccezioni, alcuni tipi di vlog non necessitano di tutta questa fatica, di fatto alcuni vlog consistono in brevi video fatti con lo smartphone nella quale il vlogger parla dando del “tu” allo spettatore, avendo così una comunicazione più semplice ed efficace, Ciò non toglie che il video dev’essere gradevole un minimo alla vista e ciò che si dice all’interno del vlog deve sentirsi bene altrimenti l’utente perde di interesse.

Ad esempio i sondaggi nelle storie di Instagram sono un ottimo esempio vlog, dove si richiede all’utente di partecipare alla discussione, per quanto in maniera limitata.

Con gli odierni sistemi di vlog è possibile interagire con gli utenti tramite diversi modi, ma adesso andiamo a vedere le piattaforme e i modi con la quale è possibile iniziare la propria attività di vlogging, ma prima di tutto vogliamo dirvi che il vlog è un tipo di arte e l’arte è un linguaggio, quindi usate tutto quello che avete a disposizione per poter comunicare quello che avete da dire e quello che sentite o volete far sentire

Esempi di vlog

Oggigiorno i Vlog sono uno dei tipi di contenuto, maggiormente presenti sull’odierno web e le principali piattaforme di questo prodotto hanno milioni di utenti sparsi in tutto il mondo che pubblicano contenuti ogni giorni, così tanti contenuti che se tutta Manhattan lavorasse ventiquattro 24 ore su 24 per controllare ognuno di questi video che escono, non si riuscirebbe a controllare tutti quelli pubblicati in un solo giorno.

Le piattaforme più famose che portano questi contenuti sono:

Facebook, tramite il suo sistema di stories e di video postabili sul proprio account è un ottima piattaforma nella quale è possibile procedere con la propria attività di vlogging, il difetto di facebook è che in tempi recenti ha subito drastici cambiamenti sul tipo di utenza, dove ora mai l’età media supera i 30 anni, sta a voi vedere questo come campanello di allarme per non usare questa piattaforma o come occasione per espandere il vostro bacino di utenza.

Instagram, considerato impropriamente il “figlio” di Facebook ha un sistema di stories e di video-post molto simile se non identico a quello presentato da Facebook, l’unica importante differenza è che l’utenza qui è molto più giovane prendendo per la maggior parte utenti dai 30 anni in giù.

Gli strumenti con la quale un creators può vloggare con Instagram sono molto numerosi, tutto sta nel fatto che nel sistema di telecamera interno all’app permette di effettuare diverse azioni:

  • Principalmente ad ogni video (sia come stories sia come post) un fun (che qua sono chiamati followers) può commentare mandando così un messaggio che arriverà in chat privata al Vlogger, se si commenta un post il commento sarà visibile da altri utenti, se si commenta una storia il commento verrà inviato tramite chat privata al vlogger, dando così la possibilità ai followers di poter scrivere al loro idolo avendo anche un minimo di intimità;
  • Nelle stories poter creare un riquadro con 2 scelte possibili i cosi detti “sondaggi”, dove chi guarda il video può cliccare una delle 2 scelte, il sistema calcolerà volta per volta la percentuale di utenti che fanno una scelta o l’altra;
  • Sempre nelle stories è possibile inserire dei brani musicali avendo anche la possibilità di far scorrere il testo;
  • Instagram prendendo spunto da altri siti come Snapchat e permette sempre attraverso di la telecamera interna all’app di poter effettuare vari effetti nei video in particolare si possono modificare in modo buffo i volti, facendo apparire orecchie da coniglio oppure  facendo vedere un’immagine con un tipo di filtro.

TikTok è il social che al momento sta cavalcando l’onda del successo, è una piattaforma che permette di fare video ed effettuare un montaggio. Una cosa che la resa celebre sono i famosi “balletti di TikTok” dove i creators facevano per l’appunto dei passi di danza a ritmo di una musica che era stata aggiunta nel montaggio, un’altra particolarità è che molti utenti hanno sfruttato la possibilità di mettere un audio in sottofondo nei video per poter fingere di dire, muovendo al momento giusto la bocca, di avere la voce di un comico o di un qualche attore, avendo l’effetto di riprodurre in maniera efficace molti schech comici.

Molti utenti provenienti da altre piattaforme hanno provato a portare i loro contenuti qui con un discreto successo, ciò che è particolare di TikTok è che i video di questo sito sono molto brevi, non c’è una vera è propria Home c’è solo la possibilità di scorrere tra i video.

C’è da dire che TikTok ha l’algoritmo più meritocratico tra le piattaforme, di fatto quando ti iscrivi mette i tuoi contenuti tra migliaia di utenti casuali che potranno scegliere se lasciare un mi piace, un commento, un like o seguire il tuo profilo, dopodiché smette di far apparire i tuoi contenuti su un numero enorme e randomico di persone per mostrarti su un piccolo numero casuale di utenti, ma soprattutto ai tuoi followers che ti sei guadagnato con la prima ondata che TikTok ti ha messo a disposizione, in questo modo se i tuoi contenuti hanno successo saranno i tuoi stessi fan a mantenerti a galla.

Ed eccoci arrivati all’apoteosi delle piattaforme di video Vlog, YouTube e Twitch sono due piattaforme molto simili ma che portano avanti milioni di milioni di vlogger.

YouTube, permette di caricare video di qualsiasi per e con qualsiasi tipo e di qualunque durata, potendo così aumentare la complessità dei temi da trattare, dato che su questa piattaforma non c’è l’immediatezza che hanno TikTok o Instagram.

I vlogger che postano contenuti su questo sito sono detti YouTuber, e ogni video può ricevere: mi piace, non mi piace, commenti che possono ricevere a sua volta mi piace e non mi piace, ogni YouTuber può avere i cosiddetti “iscritti al canale”, cioè ogni visitatore può cliccare un bottone con su scritto “iscriviti” cosi facendo aiuterà quel vlogger a crescere.

Di recente hanno inserito i sondaggi con più scelte e storie al sito per poter avere una maggiore comunicazione tra creatori di contenuti e utenti che li seguono

Twitch, rivale di youtube permettendo probabilmente il massimo della comunicazione tra creatori di contenuti e followers tramite una barra dei commenti che il vlogger può leggere nel momento stesso in cui registra il video, questo è possibile perché a differenza di Youtube, Twitch non si basa su video montati e postati ma su le “live” dove un vlogger in tempo reale si riprende e comunica tramite una barra dei commenti istantanea con i followers che scrivono e pongono domande, anche YouTube permette di effettuare live di questo tipo e anche Twitch ha un sistema di iscritti, le live vengono salvate automaticamente sul sito.

Il motivo per la quale questo sito è diventato il rivale di Youtube è che gli utenti di twitch ricevono un compenso maggiore rispetto a youtube, spingendo così tanti creators a passare da una piattaforma all’altra.

Consigli

Il mondo del video-blog è un mondo grande e immenso dove è difficile sgomitare per emergere. Il consiglio che noi di Developer Sumo vi diamo è quello di creare contenuti in linea con la vostra personalità e di creare qualcosa nella quale riusciate a metterci veramente voi stesso, questo perché a volte non è importante cosa fai ma come lo fai e ricordatevi di lavorare su post nel quale siete esperti così da avere sempre una bussola ed evitare brutte figure, perché le community dei social non sempre educate e non hanno molta difficoltà a far intendere la loro opinione sul prodotto che portate.

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Come usare e creare le classi in HTML

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L’attributo class è utilizzato per assegnare ad un oggetto HTML una classe. Una delle caratteristiche principali delle classi HTML è che possono essere assegnate a più elementi HTML.

Prima di partire con gli esempi e la pratica è bene comprendere cosa sia una classe in HTML. Immaginiamo di avere una collezione di libri che dobbiamo catalogare all’interno di una libreria suddividendola per generi. Alcune caratteristiche dei libri identificano la loro categoria. Ad esempio se nel racconto dovessimo incontrare fate, streghe, orchi, maghi, probabilmente si tratta di una fiaba. Lo stesso vale per le classi in HTML, alcune caratteristiche identificano una classe (i metodi) ed una classe può essere assegnata ad un oggetto HTML.

Le classi vengono create all’interno del tag <style>, vengono inizializzate con un punto “.” e le sue proprietà vengono racchiuse all’interno delle parentesi graffe avendo una sintassi simile alla seguente:

.nomeclasse { proprietà1; …}

ESEMPIO CLASSE HTML

<!DOCTYPE html>
<html>
	<head>
		<style>
			.Fantasy 
                         {
  				font-size: 18;
  				color: blue;
			}
                        .Fiaba
                        {
            	                font-size: 16;
                                color: yellow;
                        }
		</style>
	</head>
	<body>
		<p class="Fantasy">Harry Potter</p>
		<p class="Fiaba">La Sirenetta</p>
    </body>
</html>

In questo esempio abbiamo creato due classi “Fantasy” e “Fiaba” all’interno dei tag <style> e <style>. Quello che inseriamo all’interno di questi tag in realtà è del codice CSS e non HTML. Ritornando alle due classi, la prima ha la dimensione del testo impostata a 18 e il colore del testo blu, la seconda 16 e giallo.

Successivamente, all’interno del body abbiamo inserito due paragrafi <p> ai quali abbiamo assegnato le due classi utilizzando l’attributo style e fra gli apici abbiamo inserito il nome della classe assegnata che abbiamo assegnato. I due oggetti avranno quindi le caratteristiche abbiamo inserito all’interno della classe.

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Lista compleanni personaggi Death Note

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Death Note scritto da Tsugumi Ōba e illustrato da Takeshi Obata. È stato serializzato in Giappone dal 1º dicembre 2003 al 15 maggio 2006 l’edizione italiana è stata curata da Planet Manga, etichetta della Panini Comics, che ha pubblicato l’opera dal 19 ottobre 2006 al 18 settembre 2008. Lo sbarco nella televisione italiana arriva nell’ottobre del 2008 su MTV.

Death Note è una della pietre miliare del pilastro dell’animazione giapponese, sono stati tratte serie TV, quattro film live action, videogiochi e ogni tipo di gadget.

Il personaggio principale di questa storie è Light Yagami è uno studente modello contrassegnato da un ottima morale e il suo senso di giustizia, merito anche del lavoro del padre (poliziotto). Un giorno, Light trova uno strano quaderno con all’interno alcune regole per far sì che la gente muoia dopo averne scritto il nome. Il giovane scopre che non solo il quaderno funziona, e che è di uno shinighami di nome Ryuk, ma che così facendo può liberare il mondo da tutti i criminali instaurando un nuovo ordine mondiale.

Vediamo adesso quali sono i compleanni dei personaggi di Death Note

MESEGIORNOPERSONAGGIO
Gennaio6Anthony Lester
Gennaio25Shingo Midou
Febbraio1Matt
Febbraio11Naomi Misora
Febbraio18Halle Lidner
Febbraio23Jack Neylon
Febbraio28Light Yagami
Marzo22Arayoshi Hatori
Marzo31Takeshi Ooi
Aprile4Hitoshi Demegawa
Aprile13Dwhite Gordon
Aprile29Roger Ruvie
Maggio1Watari
Maggio11Shuichi Aizawa
Giugno6Kyosuke Higuchi
Giugno7Teru Mikami
Giugno18Sayu Yagami
Luglio12Soichiro Yagami
Luglio12Kiyomi Takada
Luglio17Aiber
Luglio21Suguru Shimura
Agosto24Near
Ottobre31L Lawliet
Dicembre13Mello
Dicembre14Touta Matsuda
Dicembre25Misa Amane
Dicembre31Raye Penber

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Linguaggio di Programmazione di League of Legends

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Cartoon Programmer Writes Code Workspace Concept Man at the Table a Blue Background Flat Design Style. Vector illustration of Working Space

Se sei un appassionato di sviluppo informatico sicuramente ti sarai chiesto quale sia il linguaggi di programmazione di League of Legends. League of Legends è un MOBA (Multiplayer Online Battle Arena) sviluppato e pubblicato da Riot Games il 27 Ottobre 2009.

Le dinamiche di gioco di League of Legends sono univocamente in C++. Il client, il servizio di messaggistica ed i servizi online, invece, hanno subito diversi cambiamenti il che li rende degli aspetti particolarmente interessanti.

Seguendo quanto si evince dal blog di League of Legends, hanno utilizzato Adobe Air per quanto concerne il vecchio client il quale ha comunque dato molta più flessibilità rispetto all’HTML precedente.

Successivamente all’Adobe Air la Riot Games si è orientata all’HTML5 – Chromium Embedded Framework per il front-end e C++ REST Microservices per il Backend!

Il sistema di Messaggistica si chiama RMS (Riot Messaging Service) è stato sviluppato in Erlang e Docker.

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League of Legends – Requisiti Di Sistema

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League of Legends è un MOBA (Multiplayer Online Battle Arena) sviluppato e pubblicato dalla Riot Games. A partire dall’ottobre del 2009 (Data di Rilascio) è cresciuto costantemente fino a diventare ciò che LOL è oggi. Con una community di 27 milioni di utenti giornalieri è sicuramente tra i MOBA più diffusi al mondo. La chiave del successo è stata probabilmente la possibilità di giocare gratuitamente. I requisiti mini di League of Legends sono indubbiamente non elevatissimi, ora analizziamo nel dettaglio.

Analizzeremo due modalità, la prima che ci consente di giocare più o meno tranquillamente a LOL, la seconda, invece, renderà molto fluida la nostra esperienza.

League of Legends: requisiti minimi

  • CPU: processore 3GHz (che supporta il set di istruzioni SSE2 o superiore)
  • RAM: 2 GB di RAM
  • HDD: 12 GB di spazio libero
  • Sistema operativo: Windows 7 , 8 o Windows 10
  • Risoluzione dello schermo: fino a 1920×1200
  • DirectX : versione 9C o superiore
  • Shader: scheda video compatibile con la versione 2.0b

Requisiti consigliati

  • CPU: processore 3GHz (che supporta il set di istruzioni SSE2 o superiore)
  • RAM: 4 GB di RAM
  • HDD: 16 GB di spazio libero
  • GPU: Nvidia GeForce 8800 / AMD Radeon HD 5670 o scheda video equivalente con memoria dedicata di 512 MB o superiore di VRAM.
  • Sistema operativo: Windows 7, 8.1 o Windows 10
  • DirectX : versione 9.0C o superiore

Come, potete notare tra i due requisiti ci sono in ballo 2 GB di Ram e 4 GB di Memoria e la scheda grafica (non integrata), i requisiti minimi sono facilmente raggiungibili ma vi complicheranno notevolmente l’esperienza di gioco. Pertanto vi consigliamo di andare oltre o pari ai requisiti consigliati.

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Gli animali sanno che stanno andando al macello?

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Sicuramente ti sei posto almeno una volta nella vita la domanda, “Gli animali sanno che stanno per essere mandati al macello? Ahimè, la risposta è “In molti casi, Si“.

Seguendo alcune testimonianze di gente che ha lavorato nei mattatoi è proprio questo. Alcuni animali sono altamente consapevoli che stanno per essere mandati al macello.

Uno di questi è la mucca. Le mucche quando vedono le altre mucche distese per terra macellate vanno nel panico totale, in quanto quanto realizzano perfettamente cosa sta per succederle.

Molti degli addetti ai lavori detestano quando gli animali entrano nel panico questo perché qualunque essere umano che abbia un minimo di empatia soffre tremendamente quando assiste a ciò. Queste persone detestano il loro lavoro ma pur di portare a casa da mangiare buttano già di tutto.

Per i maiali è anche peggio. Quando un maiale viene mandato al macello, mentre è in attesa non deve udire gli strilli degli altri maiali e per questo motivo alcuni mattatoi sono insonorizzati, questo perché se un maiale ode le strilla potrebbe morire per un attacco al cuore. Tu, adesso ti starai domandando “Questo serve per far soffrire di meno i maiali?” No, se un animale muore per un attacco al cuore, la sua carne viene considerata non idonea alla vendita. Esatto per questo, CARNE NON IDONEA ALLA VENDITA.

Mucche e maiali sono animali molto intelligenti e nel caso dei maiali, gli strilli risultano come una richiesta di aiuto estrema.

Con questo non vorremmo dire che necessariamente, devi diventare vegetariano e vegano sia chiaro, non vogliamo schierarci sotto questo punto di vista ma vorremo semplicemente sensibilizzare tutti i nostri lettori su un tema molto delicato.

Tu cosa ne pensi?

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Cercare un testo all’interno di una stringa PHP – strpos

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Suppongo che anche tu hai in mente delle funzioni che devono essere applicate solo nel momento in cui una stringa PHP contiene un determinato testo. Ti faccio un esempio alquanto banale ma semplice, se il contenuto della variabile $s contiene il valore “Somma” devi eseguire la funzione addizione(), altrimenti devi eseguire la funzione sottrazione(). Bene come il PHP è possibile fare tutto ciò tramite l’ausilio della funzione strpos().

La funzione strpos necessità di due parametri, il primo è la stringa in cui deve cercare il testo, il secondo è il testo da ricerca pertanto la sintassi del nostro comando sarà la seguente:

strpos("Benvenuto in Developer Sumo", "sumo");

Questa funzione in realtà ci restituirà un numero nel caso in cui dovesse trovare corrispondenza (il numero indica la posizione in cui si trova il testo, conteggio che parte da zero e non 1) e un FALSE nel momento in cui non dovesse trovarla.

Proseguendo con l’esempio che vi abbiamo introdotto nel primo paragrafo, per effettuare un controllo avremo necessità di una struttura IF che controlli se il valore contenuto sia FALSE, oppure no.

if (is_numeric(strpos($s, "Somma")) == true)
//in alternativa if (is_numeric(strpos($s, "Somma")))

Per effettuare il controllo abbiamo utilizzato la funzione is_numeric che ci restituisce un valore booleano in base al risultato della funzione strpos. Successivamente all’aver controllato se il valore è di tipo numerico non ci resta altro che inserire le nostre funzioni:

<?php

function addizione()
{
    echo(3+2);
}
function sottrazione()
{
    echo(3-2);
}


$s = "Somma";
if (is_numeric(strpos($s, "Somma")) == true)
{
    addizione();
}
else
{
    sottrazione();
}

?>

Le due funzioni sono state scritte principalmente per completare il codice, non perché abbiano effettivamente un’utilità.

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Cancellare dati nel database tramite PHP

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Far comunicare una pagina PHP con un database è fondamentale non solo per la creazione di pagina web dinamiche. Instaurando questo tipo di comunicazione è necessario essere a conoscenza non solo di come estrapolare o modificare
dei dati all’interno del vostro database ma anche di come poterli cancellare.

La fase di cancellazione è senza ombra di dubbio molto importante e per questa va testata moltissime volte prima di poterla pubblicare, immagina di dimenticarti il filtro e di cancellare tutti i gli elementi presenti in quella tabella, come pensi di poter rimediare?

Dato che l’argomento in questione va necessariamente preso con le pinze, cercate di comprenderlo per bene e nel caso in cui alcuni punti non siano chiari, ti chiediamo di porci una domanda e risponderemo al più presto.

Nell’esempio che vi proponiamo presumiamo l’acquisizione di una variabile ID da un form la quale sarà fondamentale per identificare univocamente l’elemento da dover cancellare. La prima attività che dobbiamo effettuare per poter cancellare dei dati dal nostro database è connetterci ad esso. Per poterlo fare necessitiamo di creare una nuova istanza della classe PDO. Successivamente valorizziamo il contenuto di una variabile “$id” l’ID che otterremo dal form, successivamente prepariamo il comando di cancellazione SQL da eseguire “delete from articolirichiesti where id = :id”, utilizziamo l’espressione :id per poter identificare un parametro all’interno di una stringa, di consegua il passo successivo è quello di sostituire il parametro con il valore effettivo di “ID”.

Dato tutta questa procedura verrà effettuata in una scheda bianca del browser, mi sono permesso di scrivere un piccolo script javascript per poter chiudere automaticamente la pagina nel momento in cui vengono terminate le istruzioni.

<?php

    $hostname = "localhost";
    $dbname = "developersumo2";
    $user = "francesco";
    $pass = "7KUG6VkouYy6vSti";
    $pdo = new PDO ("mysql:host=$hostname;dbname=$dbname", $user, $pass);

    $id = $_POST['id'];  
    $prepare = $pdo->prepare("delete from `articolirichiesti` where id = :id");
    $prepare->bindValue(':id', $id);
    $prepare->execute();
    
    echo '<script> window.setTimeout("window.close()", 50); </script>';
    
?>

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Controllare il tipo di dato numerico in una variabile PHP

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In PHP, avendo la possibilità di inserire all’interno di una variabile qualunque tipologia di dato in qualsiasi momento, quindi potremmo prima assegnare un valore di tipo testuale e poi ti tipo numerico, ci risulta fondamentale comprendere se il dato all’interno della nostra variabile sia un dato numerico ed eventualmente comprenderne la tipologia ad esempio decimale o interno.

Comprendere il tipo di dato può risultarvi estremamente utile in due principali occasioni, la prima è quella di comprendere in fase di debug dove sia un eventuale errore, la seconda è prevenire che i vostri file PHP non vadano in errore a seconda del dato presente in quella variabile, non facendo visualizzare all’utente alcun tipo di errore.

Per fare questo abbiamo bisogno della combinazione di due funzioni, la prima è var_dump la quale scarica tutte le informazioni inerenti al alla variabile, ed una seconda per comprenderne il tipo.

Le funzioni per comprendere il tipo di dato numerico in PHP sono:

  • is_int(), estrapola se è di tipo intero;
  • is_float(), estrapola se è di tipo decimale;
  • is_finite(), estrapola se è un numero finito;
  • is_infinite(), estrapola se un numero non è finito;
  • is_nan(), nan è acronimo di Not A Number, quindi estrapola se la nostra è il risultato impossibile di una operazione matematica

Nell’esempio sottostante troverete tutte le combinazioni di funzioni che vi abbiamo proposto in questo articolo prendendo in analisi la variabile $x e cambiandole il valore per renderla più affine alle funzioni che stiamo utilizzando:

<?php

$x = 29.85;

//FALSO
var_dump(is_int($x));

//VERO
var_dump(is_float($x));

$x = 2002.3e007;

//FALSO
var_dump(is_finite($x));

//VERO
var_dump(is_infinite($x));

$x = acos(8);

//VERO
var_dump(is_nan($x));


?>

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Cos’è la sospensione elettrodinamica e le sue funzioni

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La sospensione elettrodinamica, a volte soprannominato anche con il diminutivo EDS, è un fenomeno scientifico che concerne il campo della fisica e indica, in particolar modo, una forma di levitazione magnetica, che avviene in maniera particolare. In questo tipo di levitazione, vi sono infatti dei conduttori, i quali vengono esposti a dei campi magnetici che possono variare col passare del tempo, in modo tale da creare dei campi magnetici. Questi ultimi vengono creati dalle correnti parassite dei conduttori presenti, creando una forza tale che permette la formazione di una forza repulsione, che tiene lontani i due oggetti presenti nel campo.

Questo tipo di campo magnetico variabile, che si viene a creare, può essere anche causato dal movimento che avviene fra i due oggetti. Nonostante essi possano essere variabili nel tempo, molto spesso essi sono formati da una parte da dei campi magnetici permanenti, mentre dall’altra vi sono dei campi magnetici che possono variare quando uno dei magneti presenti nel sistema si muove rispetto al conduttore di un oggetto. Questo tipo di sospensione elettromagnetica può essere creata anche in un altro modo, ovvero quando si può azionare un elettromagnete attraverso una sorgente di energia elettrica CA , la quale produce un campo elettromagnetico variabile, oppure quando il motore a induzione lineare genera il campo.

La sospensione elettrodinamica generata da questo tipo di fenomeno è stata a lungo studiata dagli scienziati, in modo tale da poterla impiegare e utilizzare al meglio in alcune scoperte scientifiche, che possono portare grande aiuto nella nostra società. Ad esempio, molto spesso questo tipo di tecnologia viene utilizzata nella realizzazione di treni a levitazione magnetica, che negli ultimi anni stanno prendendo il sopravvento e vengono utilizzati sempre più. Inoltre, può essere utilizzata anche nella creazione di cuscinetti a levitazione magnetica, che possono essere impiegati in altri campi.

L’impiego che ne viene fatto può dipendere dal tipo di sospensione elettromagnetica che si impiega, in quanto ve ne sono di tipologie diverse in natura e nello studio scientifico. Il primo modello scoperto, nel 1939, è il levitatore di Bredford. Assieme ad altri due scienziati, come Peer e Tonks, egli ideò come la levitazione si potesse creare ponendo una lastra di alluminio su due bobine concentriche, azionate con corrente CA. In questo modo, la piastra mostrava una levitazione di circa sei assi. In seguito, lo studioso Eric Laithwaite ha ripreso in mano il levitatore di Bredford e lo ha migliorato, creando il motore a induzione lineare, che è quello più utilizzato ed efficiente ai giorni nostri.

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